Le lacrime di coccodrillo dell'Italia

C'è chi si lamenta, anche molto, per l'uscita dell'Italia dai Mondiali. Dicono che avrebbero meritato, che la nazionale aveva dato tutto in questa partita, che avevano voglia di vincere. 
Una sola cosa è sufficiente a far luce, oggettivamente, su tutte e tre le giuste motivazioni che portano costoro. È vero: l'Italia ha dato tutto, ha giocato da sola nella metà campo svedese. Ma, c'è un ma

Il 'compagno idiota'
Chi non sta più al liceo si ricorderà le interrogazioni di latino e greco. Si ricorderà, sono sicuro, dei compagni costantemente impreparati nel corso dell'anno che tentavano disperatamente di dare il massimo all'ultima interrogazione in pieno giugno: mentre tutti preparavano i gavettoni, c'era lui, il tizio che prendeva sempre 3, che stava sui libri. 
Lui, che aveva fatto i gavettoni tutto l'anno, era costretto ad apprendere l'intero programma in manco 48 ore. Il discorso che faceva, più o meno, era:  «Vabbè, io a chimica faccio schifo, e vabbè me pijo er debito; matematica manco la tocco, e vabbè me pijo er debito; greco e latino insieme non le posso tené sinò me bocciano. A una de ste due devo pijà 6». 
Come se in una stagione di 3, il 6 a fine anno rappresenti il momento del riscatto, la fase finale a cui cui la prof, meravigliata, gli dice: «Bravo, grande, ottimo: pijate sti tre debiti e levate da davanti che non te posso vedè». Salvo poi che quella prof non venga mandata via: quel tizio ce l'avrà almeno per un altro anno (se sta al ginnasio), altrimenti altri due. 
Ovviamente il tizio, nella stragrande maggioranza dei casi, veniva bocciato.
Poteva anche succedere che venisse rimandato a settembre con chimica, matematica e greco ma poi a settembre non aveva scampo.

«O mùthos delòi»
L'Italia, dopo un anno di nulla, cerca di riscattarsi all'ultima partita. Non succede nulla (o meglio, succede tutto!), viene eliminata: piange e si dispera. Lacrime di coccodrillo e niente più. 
Pianti e disperazioni come quel compagno idiota del liceo che per tutto l'anno scolastico ti implorava perché doveva copiare le tue frasi e le tue versioni, dato che la sera prima non aveva fatto nulla. Pianti e disperazioni di uno che vuole riscattarsi e dare il tutto per tutto in una sola giornata, in una sola partita. Ma è evidentemente impossibile che accada.
È impossibile che il compagno di liceo riesca a memorizzare tutto il programma in poco tempo, così come è stato impossibile vincere contro la Svezia basando il proprio gioco con i cross spioventi dalle fasce. Roba che il più basso degli svedesi è alto 170 cm.


«Dai, prof, se me fa passà, non me vede più e nun dice che so na disgrazia, dai».

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