La politica-spettacolo e le posizioni dei comunisti

«[...] Il KKE sottolinea che il popolo non deve scegliere tra Scilla e Cariddi, ma deve esprimere, con ogni mezzo disponibile e in ogni modo, la propria contrarietà all'UE e ai suoi permanenti memorandum nel referendum. Deve "cancellare" questo dilemma inserendo, come proprio voto, la proposta del KKE nell'urna. No alla proposta di UE-FMI-BCE. No alla proposta del Governo. Disimpegno dall'UE, Potere Popolare»
All’indomani del referendum greco, quello del famigerato ‘OXI’ (No) alle imposizioni della Troika, il Partito Comunista Greco (KKE) elaborava una posizione critica nei confronti del voto contrario nell’ambito del referendum

Il referendum, è bene ricordarlo citando ancora il comunicato del KKE del 5 luglio, era sostenuto dal Governo (Syriza-Anel) fino ai neonazisti di Alba Dorata: «Com'è ben noto, il governo del partito di "sinistra" e fondamentalmente socialdemocratico SYRIZA e del partito nazionalista di destra ANEL, nel tentativo di gestire il totale fallimento dei propri impegni pre-elettorali, ha annunciato un referendum per il 5 luglio 2015 il cui unico quesito sarà se i cittadini sono favorevoli o meno all'accordo proposto, che è stato preparato da UE, FMI e BCE e riguarda la continuazione delle misure antipopolari per l'uscita dalla crisi capitalistica, con la permanenza della Grecia all'interno dell'euro. Gli esponenti del governo di coalizione invitano il popolo a dire "no" e chiariscono che questo "no" nel referendum verrà interpretato dal governo greco come un'approvazione nei confronti della sua proposta di accordo con UE, FMI e BCE, anch'essa contenente, in 47+8 pagine, barbare misure antioperaie e antipopolari finalizzate ad aumentare la redditività del capitale, la "crescita" capitalistica e la permanenza del paese nell'euro». 

«Come lo stesso Governo SYRIZA-ANEL ammette, continuando a glorificare l'UE come "la nostra comune casa europea", il "successo europeo", questa proposta è per il 90% identica a quella di UE, FMI e BCE e ha davvero poco a che fare con ciò che SYRIZA aveva promesso prima delle elezioni. I fascisti di Alba Dorata, insieme ai partiti della coalizione di governo (SYRIZA-ANEL), si sono espressi a favore del "no" e hanno anche apertamente appoggiato il ritorno alla moneta nazionale»


La fase politica ha fatto sì che i comunisti greci compissero uno sforzo di analisi e di controinformazione reale su quello che sarebbe stato lo scenario post-referendario: la scelta era, come già stato riportato, fra ‘Scilla e Cariddi’. Si sa, poi, come si concluse la vicenda e quali sviluppi ebbe: il memorandum di Tsipras fu ben peggiore di quello imposto dalla Troika, licenziamenti, delocalizzazioni, privatizzazioni, svendite, ‘tagli lineari’, scioperi hanno invaso il Paese. La politica, ormai, conta ben poco: la sovrastruttura statale dell’UE impone le proprie condizioni sui Governi nazionali e celebre fu il caso dell’Italia quando, all’indomani delle elezioni in cui il PD aveva non-vinto e Pier Luigi Bersani non riusciva a concludere delle alleanze, Mario Draghi affermò che s’era inserito il pilota automatico per quel che riguardava il nostro paese.

In Francia sta accadendo la stessa cosa a seguito del primo turno delle elezioni presidenziali: il ballottaggio vede contrapporsi Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Di fronte alla dicotomia dell’apparente menopeggismo, l’opportunismo francese (in questo caso rappresentato dal Front de Gauche, dal Partito Comunista Francese e dal candidato Melenchon) ha reagito con l’“Unità Nazionale” invocando il voto contro Marine Le Pen per Emmanuel Macron. 

Il PCRF, però, ha espresso una posizione ben più articolata che ha le sue buone ragioni, potremmo dire: «Il Partito Comunista Rivoluzionario di Francia chiama i lavoratori, così come i democratici preoccupati della politica liberticida portata avanti nell’ultimo quinquennio, a rifiutare la truffa del binomio Macron-LePen non dando il proprio voto né all’uno, né all’altro. La lotta contro il Fronte Nazionale è una lotta contro il capitalismo che è il concime su cui esso cresce! L’“Unità Nazionale”, il “Fronte Repubblicano” al codazzo di Macron, secondo la politica da lui annunciata, rafforza il Fronte Nazionale nel breve e nel medio termine! In questo quadro si deve condannare anche la responsabilità dei gruppi dirigenti del PCF che invitano a votare Macron nella vana speranza di mantenere un pugno di Deputati».

«Faire bar­rage au Front National en votant Macron, c’est comme faire un bar­rage contre l’eau avec du grillage»
Ovvero: «Fermare il Front National votando Macron è come dire di formare una diga per arginare l'acqua con una rete metallica», così un paio di giorni fa ha dichiarato Maurice Cuckierman, Segretario Generale del PCRF. 


Si profila, dunque, tanto per quanto accaduto in Grecia, tanto per quanto sta avvenendo in Francia, uno scenario simile, comune a tutti i Paesi dell’Eurozona: la politica-spettacolo, quella declamata dai media televisivi e della carta stampata, impone sempre più una retorica binomia tra l’uno o l’altro candidato quale che siano entrambi. Le posizioni dei comunisti, di chi vuole il rovesciamento rivoluzionario del sistema capitalistico, non deve sempre seguire la retorica binomia prima riportata. In Italia, ancora oggi, si contano i danni di quanto fatto dalle organizzazioni opportunistiche ‘a sinistra’ dei Ds (Rifondazione e Comunisti Italiani).

Quelle stesse organizzazioni che affermavano di 'spostare l’asse del centrosinistra' entrando in un agone politico non proprio, tralasciando la lotta per il rovesciamento rivoluzionario del capitalismo in favore di qualche parlamentare a questa o quella tornata elettorale, sono scomparse dall’immaginario collettivo e percettivo, finendo per votare in Parlamento qualsiasi provvedimento anti-lavoratori e sobbarcandosi ogni nefandezza perpetrata dai Governi D’Alema, Prodi-Mastella e così via. Le posizioni dei comunisti, dunque, non sempre sono riducibili in un “sì” o in un “no” o in un “voto di unità nazionale” in favore di un capitalista come Macron per andare contro Marine Le Pen.

PCRF docet: «Lavoratori, non fatevi ingannare: la lotta contro il fascismo è inseparabile da quella contro il capitalismo, dato uno genera l'altro. La crisi continuerà ed è destinata a peggiorare ed è la crisi del capitalismo, nella sua 'fase senile'. Contro Le Pen e contro Macron: uniamoci contro l’appropriazione privata della ricchezza sociale, l’impoverimento della maggioranza che fa arricchire una piccola minoranza. Non c’è altra alternativa se non il socialismo-comunismo».
Il capitalismo è il concime su cui il fascismo del Front National si sviluppa.


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