La "Nuova Repubblica" pensa a te. A te, che sei lì di fronte l'idrante.

La Nuova Repubblica si fonda su basi solide. Ha radici profonde: Ogni anno, infatti, ci premuriamo di far capire ai cittadini che non bisogna festeggiare feste retrograde e antiche come quelle del 25 aprile. Il passato va tutelato, va studiato, ma va analizzato e preservato come si fa con quelle colonie di uccelli che altrimenti si estinguerebbero. Non va data importanza alle ricorrenze di cui bisognerebbe giustificarne il senso. Noi, o meglio,  la nuova repubblica deve costruire il  nuovo immaginario collettivo attorno a sé. Deve mostrare la propria operosità nei confronti del futuro. Bisogna guardare avanti, e guardare avanti significa inesorabilmente voltare le spalle a quel-che-è-stato.
È passato, niente di più.
Ecco perché ogni anno abbiamo pensato di istituire un giorno, che chiameremo della libertà, che casualmente coincide col 25 aprile vecchio, quello che si festeggiava a Porta San Paolo, e lo celebreremo con le autorità, al Portico d'Ottavia, al Ghetto, insieme alla Comunità Ebraica.
Insieme. Non bisogna essere divisivi, come era il vecchio 25 aprile, quando si andava in piazza (concetto antichissimo!) in cui si andava col fazzolettone dell'Anpi e magari pure a sfoggiare una delle tante bandiere rosse.
I cosiddetti  repubblichini sono uomini tanto quanto i partigiani. Ma ora chi è più repubblichino o partigiano? Siamo uomini. E gli uomini vanno avanti, non voltano le spalle al prossimo.

La Nuova Repubblica guarda al futuro: È bene far vivere la legalità prima di tutto. Legalità per chi se la merita e giustizia per chi se la può permettere. Dunque se sei un rifugiato a cui qualcuno, malelingue, dice che avremmo dovuto pensare a te e invece di aspettare che lo stato agisca si mette a occupare palazzine, ebbbene la legalità arriverà pure per te o per lui che ascolta o legge questo messaggio.
Un sacco di legalità, tantissima legalità.
In faccia, sulle spalle, a suon di manganelli.
Legalità.

La Nuova Repubblica è sana e non è collusa coi poteri forti. Ogni anno infatti andiamo a confronto, in un meeting a Rimini, con le parti più nobili della società italiana. Il volontariato cattolico e la cattolicità tutta risponde sempre affermativamente alla cooperazione Stato/volontariato.
Spirito, riforme; sindone e Costituzione nuova, alla fin fine la storia è la stessa. Bisogna solo mettersi d'accordo sui termini. Niente di più.

La Nuova Repubblica sostiene il lavoro. Lei per esempio, che lavoro fa? Il giornalista? Bene: Si è appena liberato uno dei 300.000 posti annunciato dal Governo, e poi dica che non la pensiamo. Proprio da giornalista, sì: Serve un aggiornatore di contenuti a ilcavalloquotidiano.it: il lavoro è strutturato su turni da 6 ore al giorno, 20cent a riga massimo duemila battute sennò la gente non legge. Mo te pare che stanno pure a legge, metti un bel titolo tipo "Ucciso mentre strigliava il cavallo prima della corsa" però poi parli do tutt'altro, senno come ti pago? Io ti pago in visualizzazioni mica a carezze o coi soldi miei! Ci pensa Google!

La Nuova Repubblica pensa a te.
A te, che sei lì di fronte all'idrante.

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